I Parthi, le frecce e gli iwan

Quella dei Parti, o Parthi, tra le dinastie che si succedettero in Persia nei millenni resta la meno conosciuta. Paradossalmente fu sempre conosciuta più in Occidente, grazie alla coincidenza temporale con lo splendore dell’epoca romana, alle numerose guerre che questo popolo originario del Nord Est dell’Iran svolse contro i Romani, in prevalenza per il controllo dell’Armenia, e per la fama di guerrieri acquisita grazie alle vittorie schiaccianti che seppero conquistare contro Roma. Si ricorda la battaglia di Carre, dove in inferiorità numerica di uno contro quattro, gli arcieri a cavallo parti, costantemente riforniti di frecce da un convoglio di mille cammelli, usarono la da allora famosa “tattica del tiro partico“, fingendo dapprima la ritirata e volgendosi di scatto per scoccare frecce all’esercito di fanti di Crasso.

La loro storia non è stata tramandata al pari delle dinastie Achemenidi e Sassanidi, che li avevano preceduti e seguiti, neanche nello Shah-nama di Ferdowsi, l’epopea della storia di Persia. I Parthi restarono un po’ stranieri in terra persiana, forse per le loro origini di barbari nomadi e forse per il loro filo-ellenismo, che durò per tutto il primo periodo del loro dominio iniziato nel 274 a.C..  A differenza di Achemenidi e Sassanidi (più orientati al mazdeismo) sembra poi che i Parthi permettessero lo sviluppo di tutti i culti, tra cui il Mithraismo (da cui anche il nome dei re Mitridate).

In quest’epoca negletta alla tradizione iranica si manifestarono poi per la prima volta alcuni elementi dell’arte iranica che furono sfruttati ampiamente in seguito, fino ai giorni nostri. Un esempio per tutti nell’architettura la grande corte con quattro iwan, grandi sale a volta aperte completamente nella facciata. Abbandonando l’uso sistematico delle coperture a soffitto o terrazzo,  e quello del cortile circondato da colonnati nello stile del peristilio greco (del primo periodo partho), si sostituirono questi ultimi con coperture a volta a botte o a cupola, il cui uso accompagnò poi tutta l’architettura successiva nella regione.

La costituzione feudale dello stato Parto decentralizzato, le etnie diverse  e  gli influssi dei popoli dell’Asia Centrale e persino della Cina, uniti all’influsso greco, portarono come contributo la concomitanza di forme artistiche di diversa origine, “iranizzando” al contempo l’ambiente artistico dell’epoca in tutto il vicino Oriente, influenzando in seguito persino l’arte bizantina.

 

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