LA POESIA PERSIANA

Rumi, Hafiz, Omar Khayyam, Ferdowsi, Saadi, Farid Ad-Din Attar….
L’Iran è da sempre orgoglioso dei suoi numerosi poeti, scrittori e filosofi, ammirati in tutto il mondo.

SAADI

Nato a Shiraz nel 1210, Saadi, dapprima studioso del Corano, abbracciò il Sufismo, la mistica musulmana. Contemporaneo di Marco Polo, compì numerosi viaggi fuori dalla Persia e descrisse poi con la sua poesia le lotte perpetue dei suoi tempi e l’amore per la natura, la bellezza e la giustizia.

 

OMAR KHAYYAM

Originario della città persiana di Nishapur, nel Khorasan, regione del Nord est iraniano, vicina alla sacra città di Mashad, dove ancor oggi la sua tomba è meta di pellegrinaggio, Omar Khayyam il cui nome significa “fabbricatore di tende”, visse nel XI secolo dopo Cristo. Famoso forse più come scienziato, dotto e matematico che come poeta, collaborò sotto il sovrano selgiucchide Malikshah. alla riforma del calendario dell’epoca, insieme ad una commissione di astronomi, utilizzando più precisi calcoli astronomici.

Scrisse le famose Quartine, una raccolta poetica di brevi versi, seducente per la dolcezza, la gioia e la tristezza che trasmette, ma sopratutto per la misticità esoterica.

O cuore, fa conto d’avere

tutte le cose de mondo.

Fa conto che tutto ti sia 

giardino delizioso di verde.

E tu su quell’erba verde

fa conto d’esser rugiada

gocciata colà nella notte,

e al sorger dell’alba svanita.

 

RUMI

HAFEZ

 

 

 

 

 

 

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