L’ARTE PERSIANA

L’attuale Iran occupa una posizione geografica che è stata da sempre un vero e proprio istmo di congiunzione tra il mondo mediterraneo e l’Asia Centrale e orientale.
Tutti i grandi movimenti di popoli sono passati da lì, sia quelli dall’Asia verso la Siria, l’Asia Minore e l’Europa, come gli Ariani, i Turchi Selgiuchidi, i Mongoli di Gengis Khan e i Turcomanni di Tamerlano, sia dall’Occidente e dal Sud come gli Ellenici di Alessandro il Grande e gli Arabi.
La più importante strada storica dall’Anatolia alla Cina coincide con la Strada Reale dei re persiani Achemenidi e poi con la Via della Seta.
Non solo quindi diverse e importanti influenze hanno agito sulla formazione storica del popolo e dell’arte in Iran, in tutte le trasformazioni subite nei secoli, ma tutti gli apporti stranieri sono stati assorbiti, mantenendo inalterato il carattere fondamentale e particolare dell’arte iranica persiana.
La sua continuità è stata dunque più spirituale che storica e assimilabile alle altre due grandi arti che ebbe il mondo, la greca e la cinese.
La continuità estetica persiana si manifesta quindi in tutti i periodi, come visione e non solo come rappresentazione, supportata da una abilità tecnica realizzativa raramente sorpassata nella storia.
Il forte senso decorativo persiano si unisce ad una sontuosa visione del colore e una forte immaginazione elaborativa delle forme, unita ad un sentire poetico.

Nelle arti la Persia deve infatti molto alla Mesopotamia e all’Assiria, avendone ricevuta l’influenza quando ne fu sottoposta. L’arte orientale fu creata a Babilonia, ma la Persia la adottò in tutti i suoi aspetti. Persepoli introdusse l’arte composita, nata dalla fantasia reale, la quale aveva raccolto in una artificiale e potente unità ogni forma artistica scoperta nelle varie province di Assiria, Egitto ed Asia Minore.

Enormi dimensioni e colori abbondanti, maestosità e brillantezza sono le caratteristiche di tutta l’arte dell’Est, ma in Persia ebbero caratteristiche più distintive: la dimensione colossale fu alleggerita, i colori ben amalgamati. I colonnati furono una caratteristica speciale dell’architettura: le colonne furono rese più alte e slanciate che in Egitto, dove si puntava ovunque alla forza tozza e massiccia. In Persia si scoprì un blu squisito ed emozionante, catturato dal cielo, come il profumo delle rose deliziava i sensi.

L’arte persiana era quindi orientale ma era Ariana, come quella greca, alla quale doveva nella scultura il senso delle proporzioni e l’amore per l’ordine.

Così influenzò l’arte araba, e, attraverso gli Arabi, l’arte europea del Medioevo.

 

 

 

 

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