Bam, la cittadella del deserto sulla Rotta delle Spezie

Bam è situata a 190 km a sud est di Kerman, nelle remote regioni del Beluchistan iraniano, al confine con il Pakistan, e ai margini del deserto del Dasht-e Lut, dove il clima è arido e l’atmosfera è quella secca del deserto, nonostante le alte montagne dalle cime innevate che la circondano e i millenari canali d’acqua sotterranei, i qanats, abbiano contribuito allo sviluppo della cittadella nei secoli e a una florida agricoltura della regione, in particolare di palme da dattero, di cui è grande esportatrice.

Qui i primi insediamenti umani risalgono ad almeno 6.000 anni fa, seguiti da costruzioni di epoca zoroastriana verso il 1.000 a.C (compreso un Tempio del Fuoco) che la resero un centro religioso nella zona.   L’importanza storica e strategica maggiore di Bam è legata però al periodo successivo e alla sua posizione lungo una rotta di commerci internazionali che connetteva l’Occidente e la Mesopotamia con le valli del Sistan e Sindh in India e Pakistan. Conosciuta come Rotta delle Spezie, era la variante a sud e parte integrante della famosissima Via della Seta, seta di cui Bam era un centro di produzione importante.  Variante più sicura, perché permetteva di evitare il passaggio a Nord dei micidiali deserti del Gobi e di Taklimakan, il valico delle impervie cime dell’Hindu Kush e l’incontro con le famigerate tribù afghane, e di effettuare parte del viaggio via mare in modo più rapido e redditizio, mentre i Mongoli a Nord incuneavano il loro impero tra la Cina e i mercati occidentali.

Anche Marco Polo (Venezia, 1254 – 1324) transitò infatti da Bam nei suoi viaggi verso la Cina, rimanendo fortemente impressionato dalla magnificenza del luogo e dalla imponente città fortificata che contava già 38 torri e una ricchezza rara in quelle regioni.  Così nel suo “Il Milione”:

…ottimi artigiani che lavorano l’oro, la seta e numerosi altri materiali in maniera elegantissima o fabbricano morsi per i cavalli, selle, spade, archi, faretre e altri strumenti e specie di armi. …in queste regioni vi sono degli uomini pessimi, rissosi, predoni e omicidi; molti mercanti vengono uccisi dai predoni, per questo è necessario che essi si mettano in viaggio bene armati e associati a una grande comitiva..

L’ Arg di Bam, cioè la sua cittadella, era in realtà composta da quattro diverse cittadelle, una dentro l’altra a creare un gigantesco complesso architetturale, il cui quartier generale era così protetto da quattro mura di cinta nel suo lato sud, con un fossato tutto intorno.  La cinta più esterna, con mura alte 18 metri e larghe 6, aveva torri di guardia ogni 30-40 metri. Al suo interno il quartiere pubblico comprendeva tutte le tipiche facilities di una cittadina iraniana: il bazaar, la piazza, la moschea, la scuola religiosa, i caravanserragli, la cisterna d’acqua, il bagno pubblico (hammam) lo Zurkhané (Casa della Forza letteralmente, cioè la palestra), portici e negozi. L’acqua era fornita da un qanat, che condotto sotto terra fin dalle lontane montagne, portava la fornitura all’hammam e poi alle diverse costruzioni. Più all’interno vi erano gli accampamenti dei militari e le stalle, e al centro, sulla collina più alta, la casa del governatore e il bagno privato, la parte più antica dell’Arg.

Nel 2003 Bam subì un violento terremoto (6,5 gradi della scala Richter) con circa 50.000 vittime umane e la distruzione di buona parte della cittadella, fino ad allora la più grande città al mondo costruita integralmente in mattoni di fango (argilla rossa) e paglia. Da allora è in atto una lenta ed accurata ricostruzione, anche col supporto di squadre e aiuti internazionali, che la rende il più grande cantiere di mattoni di fango al mondo e che sta permettendo il ripristino dell’antico splendore.

Classificata Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco, Bam fu anche teatro per l’ambientazione nel 1976 del famoso film “Il deserto dei Tartari” di Valerio Zurlini, tratto dal celebre libro di Dino Buzzati e interpretato da Jacques Perrin, Vittorio Gassman, Giuliano Gemma e Philip Noiret, nel quale l’Arg rappresenta la mitica Fortezza Bastiani, alle propaggini del misterioso e metaforico Deserto.

 

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