Omar Khayyam, il poeta-matematico del calendario

Il persiano Omar Khayyam, nato nel 1048 e morto nel 1131, è noto in Occidente sopratutto come poeta, per la sua opera Rubaiyat.
In realtà egli fu, oltre che poeta e astronomo, uno dei più grandi matematici del Medioevo, grazie ai suoi studi sulle equazioni cubiche nel celebre “Trattato sulla dimostrazione dei problemi di algebra“, che proseguiva il lavoro di Al-Khwarizmi, autore di “Al-Jebr” (da cui la parola “algebra” ) e fondatore dell’algebra quale disciplina matematica, separata sia dall’aritmetica (di origini greche e indiane, vedi Diofanto e Brahmagupta) che dalla geometria (di origini greche, vedi Euclide).

Nel 1083, servendosi di una meridiana, un orologio ad acqua e un astrolabio, Omar Khayyam misurò la lunghezza dell’anno solare con una precisione incredibile, coincidente col valore attuale fino alla sesta cifra decimale: 365,24219858156 giorni. La differenza può essere imputata al progressivo rallentamento della rotazione terrestre, che provoca un aumento della durata del giorno di 2 millisecondi ogni secolo.

Grazie a questi calcoli, Khayyam e altri astronomi dell’epoca misero a punto un calendario ancora più preciso del nostro gregoriano (introdotto poi nel 1582 da Papa Gregorio XIII) , che fu chiamato Jalali, in onore del sultano selgiuchide Malik Shah Jalaludin, che lo aveva commissionato. Il calendario Jalali o calendario persiano è tuttora in vigore in Iran e in Afghanistan e fissa l’inizio dell’anno solare con l’equinozio di primavera e la festività cosiddetta del NowRuz (Nuovo giorno).

Benché il conteggio degli anni nel calendario persiano cominci, come per quello islamico, dalla fuga di Maometto a Medina nel 622, si differenzia da quest’ultimo per essere un calendario solare e non lunare. Il calendario lunare senza correzioni è infatti la ragione per cui le festività islamiche (come il Ramadan) si sfasano rispetto alle stagioni al ritmo di 11 giorni all’anno.

Il calendario Jalali resta ad oggi quindi il più accurato calendario esistente: occorrono due milioni di anni perché  risulti inaccurato di un solo giorno!

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